Cadegliano Festival
Piccola Spoleto

Festival delle Arti Sceniche e Figurative
Dedicato al Maestro Gian Carlo Menotti
Dal 4 al 25 giugno 2022
PREMESSA

Si dice che nulla succeda per caso.
Nel 1992 Teatro Blu trasferì la sua sede a Cadegliano (VA), un piccolo paese sul lago di Lugano a due chilometri dal confine svizzero e precisamente nella casa natale del Maestro Gian Carlo Menotti. Tutto in casa Menotti ci parlava di lui, così come la gente del paese che mai lo perdonò di aver creato il Festival dei due Mondi a Spoleto e non a Cadegliano. Nel 1994, spinti dal desiderio di creare un certo movimento culturale capace di coinvolgere la piccola comunità, realizzammo il nostro 1° Festival di Teatro Musica e Pittura. Ricordo che telefonai al Maestro Menotti per presentarmi e lui si mostrò emozionato e contento nel sapere che degli artisti vivevano nella sua casa. Gli parlai dell’ idea di realizzare un Festival dedicato alle diverse arti sceniche e figurative da svolgersi nelle case e nei parchi delle Ville Liberty del paese; lui mi incoraggiò a proseguire nel mio intento e accettò di essere il Padrino della manifestazione.

Il Festival durò solo due giorni ma ebbe il merito di coinvolgere tutta la cittadinanza, ognuno diede il suo contributo nella costruzione delle infrastrutture, nella promozione dell’ evento, nella sua organizzazione e nell’ accoglienza del pubblico ( gli artisti erano ospitati nelle case private). Le risorse erano poche ma tanti i volontari che contribuirono a trasformare un paese chiamato “dormitorio”, perché abitato da lavoratori frontalieri, in una comunità festante che per la prima voltasi confrontava con eventi artistici di rilievo. In quei due giorni successe qualcosa di magico, Cadegliano fu invasa da un pubblico italiano e straniero, numerosi furono i turisti attratti e incuriositi.

I giornali titolavano “Cadegliano Piccola Spoleto”, Mini Festival dei Due Mondi”, “Cadegliano provincia di Spoleto”.Da allora Teatro Blu ha continuato a organizzare Festival estivi e Rassegne invernali, la sua attività in 31 anni si è ampiamente sviluppata sia sul piano della produzione sia suquello della creazione e realizzazione di progetti artistici internazionali a carattere itinerante (Terra e Laghi, Tracce Invisibili).

E’ dal 1994 che conservavo un sogno: trasformare Cadegliano in una Piccola Spoleto, in un luogo d’arte in cui artisti di tutto il mondo, legati alle diverse discipline, potessero incontrarsi per esprimere il loro virtuosismo e lanciare nuovi stimoli e lasciare una traccia indelebile in una comunità che sembrava essere distante da tutto e dimenticata da tutti. Nel 2011 il Comune di Cadegliano ci commissionò un progetto per celebrare il centenario della nascita del Maestro Gian Carlo Menotti nato il 7 luglio 1911. Finalmente dopo 16 anni si realizzava un sogno. A Luglio 2011 Cadegliano ha iniziato la sua grande avventura trasformandosi ogni estate in una Piccola Spoleto, in un luogo d’ arte, dove rappresentanze artistiche e istituzionali italiane e straniere si incontrano con la comunità per celebrare un compositore famoso, il fondatore di un importante Festival ma soprattutto un grande uomo che ebbe il merito di cancellare un oceano per unire due continenti: Europa e America.

La casa del Maestro vibra della sua musica, della sua memoria, della sua energia, ogni giorno ci guida e ci sprona ad andare avanti a sognare.

Noi respiriamo profondo e nel silenzio ascoltiamo.

CONTESTO PROGETTUALE

Cadegliano, al margine della provincia di Varese, sul confine svizzero a cavallo fra due realtà, così diverse nell’ agire e nel pensiero e allo stesso tempo con radici comuni.

Viviamo un territorio spesso considerato ai margini, lontano dai grandi eventi che contraddistinguono la vita culturale, un territorio sprovvisto di veri e propri luoghi della cultura a cui fare riferimento, in cui sia possibile esprimersi e far fiorire dinamiche culturali articolate e di sostanza.

Un territorio, che pur ricco di un prezioso ed inedito patrimonio storico, architettonico e paesaggistico è sovente considerato, in termini spregiativi, un dormitorio, contraddistinto dal fenomeno del pendolarismo, che vede migliaia di lavoratori italiani varcare il confine svizzero all’ alba per farne ritorno solo la sera.

Eppure, proprio in questo territorio ci sono tanti giovani, tanti bambini, e tanti adulti che hanno desiderato che succedesse qualcosa di più: di più aggregante, di più culturale, di più formativo, di più sostanziale, capace di restituire il senso profondo alla vita di ognuno.

Sulla spinta di questa riflessione Teatro Blu ha lavorato per creare luoghi dove la cultura potesse muovere le menti e le anime, uno spazio in cui lʼarte potesse far risorgere dallʼassopimento, regalando momenti di condivisione profonda.

CADEGLIANO LUOGO DI CULTURA – RESIDENZA DEL MAESTRO MENOTTI

Cadegliano-Viconago è un comune italiano di 1.823 abitanti della provincia di Varese.
Situato a 2 chilometri dal confine svizzero, è chiamato il giardino fiorito sul lago di Lugano. A fine ‘800 le ricche famiglie milanesi commissionarono all’ Arch Giorgio Pellini la costruzione di ville meravigliose in cui trascorrere l’ estate. Una di queste famiglie, la più numerosa e nota era la famiglia Menotti, che avendo fatto fortuna con le piantagioni di caffè in Sud America, decise di trasferirsi definitivamente nel piccolo paese affacciato sul lago. Qui, il 7 luglio 1911, nacque il noto compositore e librettista Gian Carlo Menotti che visse a Cadegliano fino ai 16 anni. Nonostante il grande successo riscosso nelle più grandi città del mondo, il Maestro Menotti amava tornare nel suo paese natale e trascorrere qui le sue estati. Proprio a Cadegliano compose la sua prima opera “ La morte di Pierrò” e proprio qui insieme a Samuel Barber e Thomas Shippers ebbe l’ idea di creare il “Festival dei due Mondi”. Ma perché non farlo a Cadegliano? Si chiedeva la gente del paese! Il Maestro cercava un luogo tranquillo ma che avesse dei teatri.
E a Cadegliano non c’erano e neppure oggi ci sono edifici capaci di ospitare spettacoli d’ opera. Ma Cadegliano ha un suo punto di forza: segna il confine con la svizzera, è meta di turisti italiani e stranieri ed è conosciuto per le belle Ville Liberty circondate da immensi parchi secolari, veri giardini botanici con anfiteatri naturali che per il nostro festival fungeranno da palcoscenici naturali.

STRATEGIE

Raccogliamo l’eredità del Maestro: simbolo di integrazione tra le diverse culture.
Menotti ci ha lasciato una grande eredità che vogliamo custodire e valorizzare: simbolo di integrazione tra le diverse culture e arti sceniche e figurative è riuscito attraverso il “Festival dei due mondi” a cancellare un oceano per unire due continenti Europa e America, trasformando Spoleto, nel ‘58 piccolo paese di contadini dove neppure arrivava l’ acqua, in un luogo di arte e cultura conosciuto in tutto il mondo; ci ha lasciato la sua musica e le sue opere che, poco conosciute in Italia ma molto amate e applaudite all’ estero anche per i contenuti umanitari e sociali, hanno rivoluzionato il modello tradizionale dell’ opera lirica italiana attribuendo importanza al libretto e trasformando i cantanti in attori. Vogliamo continuare a restituire al Maestro il giusto merito divulgando la conoscenza delle sue opere anche in Italia. Menotti rappresenta un modello a cui i giovani potrebbero ispirarsi per intraprendenza, originalità e forti ideali legati all’ arte quale strumento educativo di integrazione e sviluppo. Seguiamo le tracce del Maestro per continuare, nonostante la situazione molto difficile del momento, a credere che sia possibile e oltremodo necessario oggi più che mai coltivare un luogo d’ arte attraverso 2 principali azioni.

Il programma del Festival, avrà come tema LA PARITA’ DI GENERE attraverso i miti greci.
Celebreremo tutti i sabato di giugno 2022 le arti sceniche e figurative: anche Cadegliano, come Spoleto, ospiterà artisti e personaggi del mondo della prosa, della lirica, della danza, dell’ arte oratoria, della musica, del cinema e della pittura con l’ idea di creare un ponte artistico tra Cadegliano, Spoleto, New York e Edimburgo, i luoghi di residenza del Maestro. Come ogni anno rappresentanze artistiche e istituzionali italiane e straniere saranno presenti a Cadegliano Festival – Piccola Spoleto per suggellare un ponte artistico fra i 4 luoghi di residenza del Maestro. A fare da sfondo ai numerosi eventi previsti, le meravigliose Ville Liberty, autentici palcoscenici naturali, circondate da parchi secolari che racchiudono piccoli anfiteatri naturali. In particolare il parco di Villa Menotti, casa natale del Maestro, oggi sede di Teatro Blu, è pronto ad ospitare attraverso visite guidate, su prenotazione, gli ospiti che vorranno visitare la casa all’ interno della quale abbiamo allestito il piccolo museo dedicato al Maestro contenete una ricca documentazione fotografica e il suo incantevole giardino botanico.

BIOGRAFIA
IL MAESTRO GIAN CARLO MENOTTI

Cadegliano 7 luglio 1911 – Montecarlo 1 febbraio 2007

Gian Carlo Menotti nasce il 7 luglio 1911 a Cadegliano, in provincia di Varese. Alla tenera età di sette anni inizia a comporre le sue prime canzoni e quattro anni più tardi scrive sua prima opera, “La morte di Pierrot”. Nel 1923 inizia gli studi al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, dietro suggerimento di Arturo Toscanini. Dopo la morte del padre, sua madre lo prende con sè per trasferirsi negli USA, dove viene iscritto al Philadelphia’s Curtis Institute of Music. Completa i suoi studi musicali approfondendo il lavoro di compositore sotto la guida del maestro Rosario Scalero. Il suo primo lavoro in cui si denota una certa maturità artistica è l’opera buffa “Amelia al Ballo”, che esordì al Metropolitan di New York nel 1937, e che ebbe talmente tanto successo che una commissione della National Broadcasting Company commissionò a Menotti la scrittura di un’opera dedicata alla trasmissione radiofonica: “The old maid and the thief” (Il ladro e la zitella). Nel 1944 scrive sia la sceneggiatura che le musiche di “Sebastian”, il suo primo balletto.

Si dedica all’opera con “The Medium” (La Medium, 1945), seguita da “The Telephone” (Il Telefono, 1947): entrambi ottengono un prestigioso successo internazionale. “The Consul” (Il Console, 1950) vale a Gian Carlo Menotti il Premio Pulitzer per la maggiore opera musicale dell’anno, oltre a una copertina sulla rivista “Time” e il premio New York Drama Critics Circle award. Segue nel 1951 “Amahl and the night visitors” (Amahl e gli ospiti notturni), composta per la NBC. Appartiene a questo periodo di grande creatività anche l’opera ” La Santa di Bleecker Street”, rappresentata per la prima volta nel 1954 al Broadway Theatre di New York, e con la quale Menotti vinse il suo secondo Pulitzer. Sul finire degli anni ’50 Menotti ha limitato la sua pur prolifica attività di compositore per dedicarsi alla creazione (1958) del prestigioso “Festival dei Due Mondi” di Spoleto, di cui è stato fin dall’inizio il conduttore indiscusso.

Grande e devoto sostenitore della collaborazione culturale tra Europa e America, Menotti è il padre del Festival di Spoleto, che abbraccia tutte le arti, e che è divenuto nel tempo una delle più importanti manifestazioni europee. Il festival è letteralmente divenuto “dei due mondi” nel 1977 quando Gian Carlo Menotti ha portato la manifestazione negli USA dirigendolo per 17 anni. Dal 1986 ha diretto tre edizioni anche in Australia, a Melbourne. Menotti ha scritto i testi delle sue opere in lingua inglese, con l’eccezione di “Amelia goes to the ball”, “The Island God” e “The last savage”, che originariamente scrisse in italiano. Tra le opere più recenti vi sono “The singing child” (1993) e “Goya” (1986), scritta per Placido Domingo.

Altri lavori recenti sono il suo “Trio per piano, violino e clarinetto” (1997), “Jacob’s Prayer”, una cantata per coro e orchestra, commissionata dall’American Choral Directors Association e che è stata presentata a San Diego California nel 1997, “Gloria”, scritta in occasione dell’assegnazione del premio Nobel per la Pace 1995, “For the Death of Orpheus” (1990) e “Llama de Amor Viva” (1991). Nel 1984 Menotti ha ricevuto il premio Kennedy Center Honor, riconoscimento per la sua vita spesa a sostegno e a favore delle arti. Dal 1992 al 1994 è stato Direttore Artistico dell’Opera di Roma. Fino al giorno della sua scomparsa, avvenuta a Monaco il giorno 1 febbraio 2007, è stato il compositore d’opera vivente più rappresentato al mondo

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