ALLEGRIA PINOCCHIO

da uno studio su “Pinocchio” di Carlo Lorenzini detto Collodi

Con: Roberto Gerboles, Massimo Zatta
Testo e regia: Silvia Priori
Scene: Teatro Blu
Costumi: Primavera Ferrari

Un favola universale che travalica i confini del tempo e dello spazio; una bellissima storia ricca di densi significati e di valori profondi che Teatro Blu ha messo in scena utilizzando le tecniche legate alla comicità del teatro d’ attore ed al virtuosismo del mimo clown.
Sulla scena lo spettatore assisterà ad un dipanarsi di immagini suggestive, di momenti esilaranti in cui il riso si mescola alla poesia.
E’ mezzogiorno, suona la campana e la scuola, nell’ eco di urla e risa, rimane improvvisamente spazio vuoto. Due bidelli, un poco stralunati, nel tentativo di fare pulizia si lasciano avvolgere dalle trame del gioco. Si travestono e si trasformano raccontando la storia di un burattino, Pinocchio.
Un Pinocchio un po’ allegro e un po’ triste, un po’ curioso e un po’ annoiato, qualche volta diffidente e spesso credulone, furbo e ingenuo, attento e svogliato…un po’ e un po’, tutto e il contrario di tutto.
Allegria è un vortice misterioso, una strana miscela di sensazioni, un pulcino che esce da un uovo, un incontro, il desiderare un albero carico di zecchini d’ oro, il gioco delle marionette , il paese dei balocchi. I due bidelli si perdono nel vortice, cavalcano le trame di una storia e poi…suona la campanella! E’ l’ ora del rientro. Allegria!

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LA BELLA E LA BESTIA

da uno studio su “La Bella e la Bestia” di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont

Con: Arianna Rolandi
Testo e regia: Silvia Priori
Musiche: Robert Gorick
Costumi: Vittoria Papaleo
Scene: Teatro Blu

Con questo spettacolo prosegue il lavoro di ricerca di Teatro Blu sul tema della diversità, mettendone in luce i suoi vari aspetti e i suoi significati nascosti, attraverso il magico mondo del teatro di narrazione. Questa tematica, di grande attualità, viene affrontata con poesia e proposta ai bambini in modo delicato trasmettendo il forte messaggio di accettazione, conoscenza e crescita che nasce dall’incontro con chi è diverso da noi. Lo spettacolo coinvolgere il pubblico attraverso la narrazione della storia, i suoi diversi personaggi, la danza e il canto. Un mercante, padre di tre figlie, di ritorno da uno sfortunato viaggio d’affari si smarrisce nel bosco a causa di una bufera. Trova rifugio nel palazzo della Bestia, un essere metà uomo e metà belva. Qui cerca di rubare una rosa per mantenere la promessa fatta alla più piccola delle figlie, Bella, ma per questo suo gesto la Bestia lo minaccia di morte. L’unica possibilità di salvezza è che una delle sue figlie decida di vivere con questo mostro spaventoso nel castello. Sarà Bella ad accettare il sacrificio e a recarsi al palazzo. E quello che sembrava essere un destino segnato dalla sfortuna si trasformerà invece in un’insperata e inattesa fortuna. Questa antica fiaba francese scritta da Madame Le Prince de Beaumont è stata liberamente adattata per un teatro di narrazione rivolto ai bambini.

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Dudù2

DUDU’ NELLA PREISTORIA

Con: Shinya Murayama
Testo e regia: Silvia Priori
Musiche: Robert Gorick

E’ la storia di un bambino che nasce e vive nella preistoria e che come ogni bambino di oggi ride, gioca, piange e si dispera e lo fa in compagnia di un pupazzo che costruisce con cio’ che trova in natura.
Lo spettacolo propone una divertente rivisitazione delle tappe evolutive dell’uomo, dal Big Bang, alla nascita della vita sulla terra, sino ad arrivare all’Uomo nella preistoria con le sue scoperte viste dalla prospettiva paradossale, fanciullesca e comica del clown.
Una bellissima storia ricca di densi significati e di valori profondi che Teatro Blu ha messo in scena utilizzando le tecniche legate alla comicità del teatro e al virtuosismo del mimo clown.
Una storia delicata che basa la sua poesia e la sua comicità su una serie di gags comiche e numeri tecnici che coinvolgeranno il pubblico. 
Dudù ci accompagna in un mondo fatto di pietre e di caverne, di pesci e dinosauri, di paura e di festa, un mondo a volte crudele a volte surreale dove succede di tutto. Uno spettacolo fantasioso e ricco di comicità.

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FOOD

Con: Stefano Beghi, Corinna Grandi
Testo e regia: Silvia Priori
Musiche: Robert Gorick
Costumi: Vittoria Papaleo

Se da un lato questi bizzarri eroi sembrano dare i numeri per la loro stravagante comicità, dall’ altro esprimono con precisione le cifre che accompagnano uno dei più gravi problemi dei nostri tempi:
la globalizzazione agroalimentare. Maggy e Philippe attraverso la loro comicità vi spingeranno a porvi delle domande e a pensare ad un consumo critico e sostenibile.
Lo spettacolo esalta la missione di Slow Food che si contrappone alla standardizzazione del gusto, difende la necessità di informazione da parte dei consumatori. “Food” invita così gli ascoltatori a creare un rapporto corretto con il cibo nel rispetto dell’ ambiente rivendicando il piacere del cibo e della lentezza.
Maggy, impiegata alle poste, stanca della routine della metropoli londinese e del suo clima piovoso e freddo, convince il marito Philippe, commercialista, a partire per una vacanza in Italia. Una volta giunti sulle sponde del Mediterraneo Maggy è pervasa da una grande gioia: finalmente davanti ai suoi occhi si estende un grande campo affacciato sul mare. Philippe, costantemente alla ricerca di qualcosa da mangiare, nota con disappunto che in quel luogo desolato non c’ è nulla.
Maggy  cercherà in tutti modi di trasmettergli il suo amore per la terra, per il cibo sano, per i ritmi pacati della natura, gli parlerà del suo desiderio di avere una grande famiglia e di mettere radici. 
Maggy ci insegnerà a classificare gli alimenti e a conoscerli per le loro caratteristiche nutrizionali, ci parlerà di terra, di semi e di biodiversità, contrapponendo il Fast Food, tanto amato da Philippe, allo Slow Food.

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LULU’ E LA MAGIA DI NATALE

Con: Arianna Rolandi
Testo e regia: Silvia Priori
Musiche: Valerio Rizzotti
Scene: Luigi Bello
Costumi: Teatro Blu

Lulù non ha sorelle né fratelli e i suoi genitori, impegnati nella loro scalata sociale, sono spesso all’ estero per viaggi di lavoro a volte anche per intere settimane. A tenerle compagnia c’è Nina una vecchia vicina di casa che prepara per lei dei buoni piatti e c’è anche la sua inseparabile amichetta Kay, una scimietta di peluches che tratta come fosse viva in carne e ossa.
E’ la vigilia di Natale e Lulù sta aspettando il rientro dei suoi genitori: ha addobbato tutta la casa con palline, striscioni e nastri colorati, si è vestita bene, ha creato a suo modo un bellissimo albero di Natale, ha preparato una magnifica tavola e Maria ha cucinato piatti speciali e torte in quantità. Ma arriva una telefonata inaspettata: l’ aereo che avrebbe dovuto portare i suoi genitori a casa è stato sospeso per via di una bufera di neve.
Lulu’ dovrà trascorrere la vigilia di Natale senza papà e mamma!
Si sente sola e neppure l’ idea di avere tanti giochi riesce a consolarla. Prende la sua lista dei desideri e la straccia in mille pezzi. Il suo unico e vero desiderio è quello di avere la sua mamma e il suo papà accanto!
Nello spettacolo la preparazione del Natale è trattato come momento rituale in cui il valore degli affetti è esaltato alla massima potenza. Uno spettacolo comico, dolce e poetico per risvegliare nei bambini il senso di fratellanza e generosità.

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LULU’ E IL SUO MAGICO MONDO

Con: Arianna Rolandi
Testo e regia: Silvia Priori
Musiche: Valerio Rizzotti
Scene: Luigi Bello
Costumi: Teatro Blu

Lulù è una bambina allegra e giocherellona, sempre in movimento, con mille idee e mille cose da fare, non si annoia mai, la sua mente fervida è uno stimolo continuo a creare nuovi giochi. Non ha sorelle, né fratelli e i suoi genitori sono sempre impegnati al lavoro e così a tenerle compagnia c’ è Kikì, un orsetto di peluches che tratta come fosse vivo in carne e ossa: gli parla, lo ascolta e lo accompagna in ogni suo gioco. E’ il giorno del suo compleanno e Lulù sta aspettando il rientro dei suoi genitori e nell’ attesa decide di scrivere la lettera dei desideri, un elenco infinito di regali da chiedere. Intanto il tempo passa e anche questa sera Lulù dovrà mangiare da sola!
Ma questa volta si arrabbia tanto, tantissimo e neppure l’ idea di avere tanti giochi riesce a consolarla. E così decide di andarsene via da casa!  Cammina, cammina allontanandosi sempre più da casa. Lulù si trova a superare mille ostacoli, ha fame e sete ma soprattutto si sente tanto sola. Arriva la notte e il freddo fa tremare tutto il suo corpicino ormai esausto dal lungo viaggio.  Sente nel cuore che il suo unico e vero desiderio è quello di avere la sua mamma e il suo papà accanto e si pente di aver lasciato la sua casa!
Nello spettacolo la preparazione del compleanno è trattato come momento rituale in cui il valore degli affetti è esaltato alla massima potenza. Una bambina è a casa da sola, come spesso le capita, e ha mille desideri ma il suo desiderio più grande è stare finalmente in compagnia della sua famiglia.

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NENA

Con: Arianna Rolandi
Scene e costumi: Teatro Blu
Musiche: Robert Gorick
Testo e regia: Silvia Priori

Nena è una delle troppe ragazzine orfane che sempre più spesso si incontrano nelle strade delle grandi città. Fino a tarda notte la si vede girovagare nei vicoli, nei ristoranti, alla stazione. Vende fiori, collane, distribuisce tè ai passanti o lustra le scarpe per qualche moneta.
Il porto, la stazione, l’ aeroporto sono i luoghi che Nena predilige, perché sono i luoghi dove la gente si abbraccia, piange e sorride; sono i luoghi dove si respira l’ emozione, il cuore palpita più che mai, la vita è bevuta a lunghi sorsi.
Nena gioca con il suo pubblico, attribuisce ruoli ai suoi spettatori, li investe di una parte, li trascina in prima persona nel sogno e dà loro la possibilità di creare, di tuffarsi a capo fitto nella fantasia. E’ un continuo stimolo all’ immaginazione, insegna a colorare l’ invisibile, a creare forme nell’ aria, a sentire suoni e profumi inesistenti.
Vulcanica e divertente, dolce e soave, un po’ fata, un po’ eroe, si trasforma in svariati personaggi e dà vita a interlocutori immaginari. La sua fervida fantasia e la sua estrema positività contagiano inevitabilmente i suoi ascoltatori che finiranno per accettarla e ospitarla ognuna nella propria esistenza.
Alla noia e all’ insaziabile insoddisfazione dei bambini d’oggi che tutto vogliono e che tutto possiedono, Nena risponde con la sua disarmante semplicità sussurrando ai bambini che pur non possedendo giocattoli e televisione ci si po’ divertire con poche cose se si lascia libero sfogo alla fantasia…un ombrello può diventare la tenda degli indiani, con una spazzola e un po’ di lucido da scarpe ci si può improvvisare abili parrucchieri!
Gli spettatori diventano coprotagonisti della storia, i suoi compagni di viaggio e di gioco e con loro ricrea paesaggi e luoghi inediti scavando nel pozzo senza fine dell’ immaginazione…

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NENA ALLA VIGILIA
DI NATALE

Con: Arianna Rolandi
Scene e costumi: Teatro Blu
Musiche: Robert Gorick
Testo e regia: Silvia Priori

E’ la vigilia di Natale e in un quartiere qualsiasi di una grande città, una bambina di nome Nena, assiste al via vai della gente indaffarata a cercare regali da mettere sotto l’ albero. Nena è una delle troppe ragazzine orfane che sempre più spesso si incontrano nelle strade delle grandi città. Fino a tarda notte la si vede girovagare nei vicoli, nei ristoranti, alla stazione. Vende fiori, collane, distribuisce tè ai passanti o lustra le scarpe per qualche moneta. Il porto, la stazione, l’ aeroporto sono i luoghi che Nena predilige, perché sono i luoghi dove la gente si abbraccia, piange e sorride; sono i luoghi dove si respira l’ emozione, il cuore palpita più che mai, la vita è bevuta a lunghi sorsi. E’ la vigilia di Natale ma per Nena è un giorno qualunque….assiste alla corsa ai regali, alla preparazione. Gioca con il suo pubblico, attribuisce ruoli ai suoi spettatori, li investe di una parte, li trascina in prima persona nel sogno e dà loro la possibilità di creare, di tuffarsi a capo fitto nella fantasia. E’ un continuo stimolo all’ immaginazione, insegna a colorare l’ invisibile, a creare forme nell’ aria, a sentire suoni e profumi inesistenti. Vulcanica e divertente, dolce e soave, un po’ fata, un po’ eroe, si trasforma in svariati personaggi e dà vita a interlocutori immaginari. La sua fervida fantasia e la sua estrema positività contagiano inevitabilmente i suoi ascoltatori che finiranno per accettarla e ospitarla ognuna nella propria esistenza. Alla noia e all’ insaziabile insoddisfazione dei bambini d’oggi che tutto vogliono e che tutto possiedono, Nena risponde con la sua disarmante semplicità sussurrando ai bambini che pur non possedendo giocattoli e televisione ci si po’ divertire con poche cose se si lascia libero sfogo alla fantasia…un ombrello può diventare la tenda degli indiani, con una spazzola e un po’ di lucido da scarpe ci si può improvvisare abili parrucchieri…Gli spettatori diventano coprotagonisti della storia, i suoi compagni di viaggio e di gioco e con loro ricrea paesaggi e luoghi inediti scavando nel pozzo senza fine dell’ immaginazione…

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OZ, LA MAGIA

da uno studio su “Il meraviglioso mago di Oz” di L. Frank Baum

Testo e regia: Roberto Gerbolés
Con:
Roberto Gerbolés, Silvia Priori, Arianna Rolandi, Fabrizio Cadonà
Scene: Teatro Blu
Costumi: Vittoria Papaleo
Musiche: Robert Gorick

Una bambina per punizione viene mandata in castigo dai suoi zii in una vecchia stanza della grande casa: una stanza piena di libri, una biblioteca popolata da centinaia di vecchi testi e strani racconti. Nonostante la sua avversione alla lettura la bambina spinta dalla noia e dalla solitudine viene attratta da un libro. Appena apre le prime pagine alcuni personaggi ne escono magicamente e sembrano prendere vita. La bambina viene così catapultata magicamente nella storia popolata da svariati e inediti personaggi che la porteranno attraverso voli pindarici alla ricerca del Mago di Oz, il solo capace di farla ritornare nella sua casa. La bambina, in compagnia di tre particolari personaggi, Lattina, Leo e Pagliuzza, l’ uno in cerca di un cuore, l’ altro del coraggio e l’ ultimo del cervello, dovrà percorrere un labirinto pieno di tranelli, scale da scendere e da risalire, porte chiuse e incontri improbabili: farà così la conoscenza del guardiano della grande porta, di persone trasformate in alberi parlanti, di una strega accompagnata da un uomo trasformato in un cane e infine incontrerà il messaggero volante che le darà le istruzioni per continuare il suo viaggio.
Dovrà superare una serie di prove e finalmente incontrerà il Mago di Oz che la ricondurrà a casa e farà riscoprire nei tre suoi amici il coraggio, la saggezza e l’ amore di cui erano alla ricerca.
Le pagine fluiscono rapidamente e la parola FINE giunge sotto i suoi occhi; la bambina, felice di aver vissuto un viaggio avventuroso che l’ ha trasportata in luoghi lontani e che le ha fatto incontrare tre nuovi amici, torna dai suoi zii portando con sé emozioni indimenticabili e importanti insegnamenti ma soprattutto il piacere della lettura.
Uno spettacolo ricco di sorprese, di cambi di scene e di personaggi fantastici, uno spettacolo per avvicinare i bambini alla lettura.

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UNIVERSI PARALLELI

in collaborazione con il Prof. Salvatore Furia dell’Osservatorio astronomico G.V. Schiaparelli di Varese

Con: Roberto Gerboles, Massimo Zatta
Scene: Teatro Blu
Musiche: Carlo Ferrari
Costumi: Teatro Blu
Testo e regia: Roberto Gerboles, Massimo Zatta, Silvia Priori

Si parla di creazione e formazione dell’ Universo, della velocità della luce, del nostro sistema solare, di tutti i pianeti che lo compongono e della nostra amata Terra tanto In scena, due compagni di disavventure. Uno scienziato, in realtà un professore in decadenza amante dei misteri della vita e dell’ universo, è chiamato a tenere una conferenza sul cosmo.
Insieme a lui il suo tecnico, un eterno bambino cresciuto in un quartiere malfamato, dove il professore si ritrova suo malgrado. Il tecnico, affascinato dal sapere dello “scienziato”, lo convince a portarlo con sé in occasione di questa conferenza.
L’ assistente improvvisato, è l’ unico a tenergli compagnia e ad aiutarlo a sopravvivere in un quartiere dove la vita, se non diventa gioco, può diventare fatale. Lo scienziato e il tecnico, due universi messi a confronto: uno rappresenta una società proiettata verso il futuro, dedita allo studio, alla carriera, al progresso, l’ altro rappresenta una società frantumata, che lotta per la sopravivenza ed assapora la vita attimo per attimo, aggrappandosi alle piccole speranze che il quotidiano gli offre.
Durante la conferenza, il professore, nonostante una serie de imprevisti, riuscirà a parlare dell’ Universo, della sua vastità, delle infinite costellazioni, galassie, pianeti…che lo popolano. Spiegherà la stretta relazione che esisteva tra gli astri e le vecchie civiltà, come per esempio quella sumera o quella egiziana.
Ma poi cosa è accaduto? Come abbiamo fatto a dimenticare che apparteniamo a qualcosa di più grande, a qualcosa che va oltre la nostra piccola realtà?

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PETER PAN – Un sorriso… una Fata…

da uno studio su “Peter Pan” di James Matthew Barrie e di “Capitan Hook” per la regia di Spielberg

Con: Arianna Rolandi e Fabrizio Cadonà
Scene: Teatro Blu
Musiche: Robert Gorick
Costumi: Primavera Ferrari
Testo e regia: Silvia Priori

Un uomo d’ affari, di nome PETER, è impegnato nella sua piccola scalata sociale.
Si sveglia la mattina di buon ora, si lava, si veste, fa colazione, corre in ufficio dove trascorre la sua giornata a ritmo accelerato fra telefonate, riunioni, corse da un piano all’ altro, calcoli, responsabilità, riepiloghi, e mille altre faccende. La sera è così stanco che non riesce a prendere sonno…..e la sveglia suona inesorabilmente ogni mattina alla stessa ora. Durante la giornata ripetitiva e il susseguirsi sempre uguale delle azioni, interviene TRILLY una bambina un po’ magica, che cerca di richiamare l’ uomo d’ affari, di fermarlo, e di toglierlo dal vortice in cui si è, suo malgrado, catapultato. Ma l’ uomo non la vuole ascoltare, la sua presenza lo infastidisce.
Trilly vuole aiutare Peter, gli corre intorno, grida, lo abbraccia, salta, balla per lui, ma nessuna distrazione lo distoglie dal suo automatismo ormai patologico. Trilly non lo riconosce più e decide di andarsene, vuole ritornare nella sua isola: l’ Isolachenoncè. Nel ricordarla incomincia a poco a poco a darle forma e tenta di trascinare Peter in questo suo gioco: riemergono così dalla memoria la nave dei Pirati, la laguna con le Sirene, gli indiani e Giglio Tigrato rapita da Capitan Uncino con l’ aiuto di Spugna, per costringerla a rivelare il rifugio segreto del suo più grande nemico: Peter Pan. E in questo susseguirsi di vicende l’ uomo e la bambina si abbandonano ai voli pindarici della fantasia dimenticando la fatica del ritmo quotidiano e riscoprendo il sapore del gioco. Catapultandosi da un personaggio all’ altro i due narrano le rocambolesche avventure dei tanti personaggi che popolano la storia. L’ uomo sembra dimenticare, almeno per un momento, il suo ruolo sociale e riscopre, attraverso il gioco fantastico, lo spirito della giovinezza e il piacere del lasciarsi andare in un luogo dove tutto è possibile. Peter e Trilly si riscoprono finalmente insieme, come due parti inscindibili di uno stesso pensiero, in cui uno alimenta ed è necessario all’ altro.
Il legame ritrovato continuerà a permeare il quotidiano, che pur con le sue regole, sarà vissuto con spirito diverso, più leggero, più sereno.

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