Arianna 1

ARIANNA

Con: Silvia Priori
Testo e regia: Daniele Finzi Pasca
Musiche: Saint Saens
Progetto scenico: Daniele Finzi Pasca
Scene: Crazy Art Milano
Costumi: Teatro Blu
Responsabile tecnico: Lorenz Ronchi

In una giornata come mille, c’è a tener compagnia ad Arianna, l’ultimo amico rimasto, a cui insegna tutte le astuzie per evitare l’arruolamento. Prima regola: diffidare della Commissione, “Quelli continueranno a farti domande, ma tu sei sempre da un’ altra parte, lascia che i pensieri si susseguano l’uno all’altro e viaggia con la tua mente in posti sempre più remoti”, ed è proprio in questi luoghi lontani che l’amico viene costantemente trasportato attraverso i voli avventurosi a cui la fervida fantasia della donna dà corpo e forma.
Tutto ciò per fuggire all’ arruolamento e alla partenza verso paesi in guerra.
Dalla memoria riaffiorano le vicende di alcuni personaggi legati alla mitologia, Teseo e Arianna, Minosse e il Minotauro, l’attesa di Egeo, la guerra di Troia e il rientro degli Argonauti. Un volo pindarico tra Atene e Creta.
Con l’ ingenuità del clown, gioca con l’ amico alla creazione dell’Universo, stravolgendo il mito per ricrearlo nella tranquillità della sua piccola e insignificante vita. Arianna, salva così l’ amico ancorandolo al filo di una realtà che non lascia posto alla violenza.
Si tratta di uno spettacolo ricco di comicità e poesia, capace di scatenare ilarità e alla stesso tempo commozione nel cuore.
Accarezza l’ anima disegnando nel cuore un sorriso e accanto ad una lacrima. Lo spettacolo è giocato con uno spettatore scelto tra il pubblico
Lo spettacolo è stato presentato per Amnesty International, Emergency, Help, Mani Tese, ed altre Organizzazioni Internazionali impegnate per la pace nel mondo.

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FELLINI

TEATRO BLU (VA) in collaborazione con la giovane compagnia KATAKLO Athletic Dance Milano

Uno spettacolo esplosivo dove il teatro si mescola con le arti circensi, la danza acrobatica, immagini multimediali e le più belle melodie di Nino Rota

Con Silvia Priori e Roberto Gerbolès (attori)

Kataklò acrobatic performers:

Luca Ciulla, Luis Colombo, Giorgia Magro, Erika Ravot, Luca Zanni

Coreografie Giulia Staccioli
Collaborazione artistica Vito Cassano

Assistente coreografa: Irene Saltarelli

Voce: Francesca Galante
Orchestra: Ciro Radice (fisarmonica e pianoforte), Giuseppe Cima (tromba), Nicola Zuccalà (clarinetto),
Stefano Risso (contrabbasso), Norberto Cutillo (percussioni)
 
Scenografie e costumi: Vittoria Papaleo e Maria Barbara de Marco
Scenografia Video: Simona Picchi
 
Testo e regia di Silvia Priori e Roberto GerboleS
 

A 100 anni dalla sua nascita, Teatro Blu, in collaborazione con gli straordinari Kataklò, vuole celebrare e rendere omaggio a una delle più grandi figure del cinema mondiale con un viaggio sognante, magico, appassionato, a tratti brioso e a tratti malinconico. Un racconto corale, affollato di personaggi fantastici, come la vita e l’immaginario del grande maestro riminese. Uno spettacolo in cui il teatro si mescola con le arti circensi, la danza acrobatica, atmosfere oniriche, immagini multimediali accompagnate dalla musica dal vivo che eseguirà le più belle melodie di Nino Rota.

L’universo onirico eppure così carnale, terreno, di Federico Fellini raccontato attraverso i personaggi indimenticabili dei suoi film da Gelsomina, monumento di ingenuità e purezza a Zampanò, burbero e spietato con un animo tenero, passando per il matto del paese, i clown, le contadine e i fantasiosi personaggi di Amarcord. Atmosfere oniriche in cui si alternano storie di ordinaria quotidianità, scene di campagna e di festa, scene improbabili ed estreme visioni ed illusioni attraverso apparizioni clownesche e coreografie mozzafiato.

Ma prima di tutto il circo! Una passione grande, una lente con la quale guardare il mondo. Il bianco e l’augusto aleggeranno per tutto lo spettacolo dando origine a gags comiche e a momenti struggenti evocando atmosfere che richiamano l’ universo dei clochard, immagini sottoproletarie da corte dei miracoli. Il mondo circense, la malinconia del clown e poi ancora i luoghi così importanti nei suoi film, prima di tutto la sua città natale, la sua Rimini raccontata in “Amarcord” con i suoi personaggi immortali e indimenticabili, il fascismo, la vita lenta e densa del borgo romagnolo.

Un ritratto visionario e una serie di quadri e ritratti eterogenei e assolutamente indimenticabili, fortemente caratterizzanti. La campagna, la scuola, le caricature degli insegnanti del ginnasio, il pranzo di famiglia e la strada in cui gli incontri non sono mai casuali e in cui tutto avviene.

Lo stile estroso, umoristico, onirico portato sul palcoscenico da un cast di attori, clown, acrobati e circensi che in un’atmosfera rarefatta, racconteranno l’universo irripetibile di un uomo e di un artista unico e indimenticabile. Una scenografia ispirata ai disegni e ai film di Federico Fellini, proiezioni, parole, gesti e poi le musiche del compositore Nino Rota, per una esperienza multidisciplinare che si avvale di diverse forme artistiche, un’esperienza totale, totalizzante.

Gesto atletico e poesia, forza fisica e leggerezza, danza e acrobazie, creando

Fellini ha ottenuto il successo essendo solo se stesso
e attingendo esclusivamente alla sua vita,
senza indicare strade, giudicare, voler essere un maestro di pensiero.

“Non faccio film – diceva – per dibattere tesi o sostenere teorie. Faccio film alla stessa maniera in cui vivo un sogno
che è affascinante finché rimane misterioso e allusivo,
ma che rischia di diventare insipido quando viene spiegato”.

Federico Fellini

Amleto 1

NON E’ FINITA QUI…

SPETTACOLO D’ATTORE TRAGICOMICO, DI MAGIA E CLOWNERIE

Con: Silvano Melia e Roberto Gerbolés
Testo e regia: Roberto Gerbolés
Musiche: Valerio Rizzotti
Scene: Teatro Blu
Costumi: Maria Barbara De Marco
Responsabile tecnico: Lorenz Ronchi

Bianco e Augusto sono i Clown di circo per antonomasia, archetipi delle dinamiche comiche che si perpetuano nella storia attraverso duetti comici che possiamo vedere in teatro, al cinema o in televisionecome Stanlio e Olio, Totò e Peppino o per l’appunto il Clown Bianco ed il Clown Rosso ovvero l’Augusto, chetroviamo nella tradizione circense e che funge da modello in tutti rapporti asimmetrici che possiamo trovare nei duetti comici.

Bianco e Augusto si trovano in una pista da circo con una tribuna vuota da settimane. Ogni giorno si truccano, si vestono e preparano la scena in attesa che arrivi il pubblico per poter fare il loro spettacolo.

Qui parte la nostra storia, una storia che parla di attesa e smarrimento, di senso di sconfitta ed incomprensione perché, nonostante i nostri protagonisti si trovino nell’impossibilità di svolgere il lorospettacolo rimangono pur sempre essenzialmente un Clown Bianco ed un Augusto.

Ogni giorno Bianco cerca di progettare una fuga, sa di non poter sostenere più alcuna spesa e così ogni giorno prova a scappare. Fuori dalla tenda però ce una fitta nebbia che non gli permette di abbandonare quel posto. A poco a poco scoprirà anche che il suo passato è avvolto nella nebbia e che non si trova lì per caso.

In tutto questo, Augusto, personaggio esilarante e confusionario, cerca di trascinare Bianco nel suoottimismo, a provare e riprovare lo spettacolo “tanto il pubblico prima o poi arriverà… dobbiamo essere pronti”.

La sconfitta e la frustrazione portano i nostri protagonisti a rivedere i loro numeri e a rivisitare la propria storia per scoprire infine che una tragedia li ha portati in questa sorta di limbo…

Un giallo, un percorso comico e onirico dove realtà, sogno e finzione s’intrecciano in un cerchio a spiraleche ci porta infine a capire forse che “si è finiti solo quando si credere di essere finiti”.

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